Approfondimenti sull’epilazione laser

Attualmente l’epilazione con laser o luce pulsata è uno dei trattamenti maggiormente richiesti in medicina estetica.

Secondo i dati della American Society of Aesthetic Plastic Surgery l’epilazione è al terzo posto nelle procedure non chirurgiche nel 2014 e da allora mantiene stabilmente la terza posizione.

Il meccanismo d’azione dell’epilazione laser si fonda sul principio della fototermolisi selettiva, elaborato da Anderson e Parrisch nel 1983.
Il cromoforo principale, ossia il bersaglio ottico del laser è la melanina del follicolo pilifero, che è concentrata a livello del bulbo e del fusto, strutture che fungono da esche ottiche per il raggio luminoso. Tuttavia, il bersaglio biologico è rappresentato dalle cellule staminali situate a livello della papilla follicolare e da quelle presenti in una struttura chiamata “bulge” annessa al pelo. Queste cellule, non pigmentate, rinnovano continuamente la crescita dei peli nel corso della vita.

In sostanza, il raggio laser che colpisce la pelle viene assorbito dalla melanina del pelo, la luce viene trasformata in calore e questo effetto termico, indirettamente, surriscalda le strutture nobili del pelo (le cellule staminali), che vengono alterate fino ad essere totalmente distrutte; solo così il ciclo del pelo viene ad essere bloccato e l’epilazione può essere considerata veramente efficace.

La fototermolisi selettiva dipende da numerosi parametri laser che il medico operatore deve conoscere molto bene; tra i più importanti: la lunghezza d’onda utilizzata, la durata dell’impulso, la densità di energia, le dimensioni dello spot di emissione. Tutte queste misure, se opportunamente combinate fra loro, confinano il calore nel cromoforo target, distruggendolo selettivamente ed evitando la dissipazione del calore ai tessuti circostanti, evitando così effetti collaterali.

Quindi esistono dei fattori chiave per il successo di un trattamento di epilazione che passano dalla comprensione della anatomia, della crescita e fisiologia del pelo, da una conoscenza approfondita delle interazioni laser tessuto e dalla corretta selezione del paziente, la quale, imprescindibilmente, deve valutare il fototipo cutaneo, l’estensione della superficie da trattare, la valutazione del colore e del diametro del pelo da eliminare. Questi ultimi aspetti decideranno la fonte laser da utilizzare, ammesso che siano tutte a disposizione del medico.

Concludendo, è oggi possibile ottenere ottimi risultati nell’epilazione, mantenendo margini di sicurezza elevati, affidandosi a professionisti competenti, dotati di macchinari di alto livello, in strutture polivalenti con la possibilità di scegliere tra diverse lunghezze d’onda possibili.

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